27 Gennaio 2010

I frati sfrattano l’Istituto del restauro

Respinta l’offerta di 250 mila euro l’anno. L’Istituto del restauro diventerà forse un hotel. L’articolo è tratto dal Corriere della Sera del 27 gennaio 2010.

ROMA - «Dopo settant’anni di lavoro in questi locali, rischiamo addirittura l’intervento della forza pubblica alla fine di febbraio. Quindi dobbiamo traslocare immediatamente. Bloccando tutto il nostro lavoro…». L’architetto Gisella Capponi, da poco direttore del prestigiosissimo Istituto centrale del restauro fondato da Cesare Brandi nel 1939 (su progetto dello stesso Brandi e di Giulio Carlo Argan) è disperata. Novanta tra tecnici e studiosi, decine di laboratori, un archivio fotografico di 150.000 immagini pronto ad andare on line (con fotografie di restauri scattate a partire dal 1942) dovranno lasciare i locali di proprietà dei Frati Minimi in piazza san Francesco di Paola ai Monti, a poche decine di metri dal Colosseo. Il contratto di locazione è definitivamente scaduto e la contro-proposta lanciata dal ministero per i Beni culturali è stata respinta.

madonna madonna2

L’annunciazione di Caravaggio, ultima grande opera restaurata dall’Istituto Centrale del Restauro di piazza S. Francesco a Roma, per la mostra alle Scuderie del Quirinale

25 Gennaio 2010

La discarica abusiva scoperta ad Assago

Libera interpretazione di un inferno in terra. Sembrano esalare espressioni di orrore, disgusto, raccapriccio e disperazione. La natura muore così.

discarica1

Originale

discarica2 2 3 4 2

1 2

2 3 1 4 5

6 1

27 gennaio - MEMENTO MeMORY

anna anna2

Ricordo di Anna Frank simbolo dell’Olocausto

giardino 1

Interpretazione del Giardino dei Giusti

15 Gennaio 2010

Non capiamo più la nostra civiltà

Un interessante contributo programmatico e critico del Prof. Andrea Carandini sul futuro dei nostri beni culturali. L’articolo è tratto da Il Giornale di gennaio 2010.

img221 1

“Città e campagne sono fiumi di storia che scorrono nell’indifferenza: e’ una questione nazionale”

Denunce
Ignoranza di ritorno, cementificazione, mancanza di fondi: l’allarme dell’archeologo per l’Italia e il suo
patrimonio millenario.

Le città e i paesaggi sono fiumi di storia che scorrono e vi dovremmo distinguere le varie civiltà. Ma nel frattempo le arature profonde distruggono. Intere città antiche sotto campi di grano svaniscono per gli scassi. Una fattoria antica, di cui ieri scorgevamo i reperti tra le zolle, oggi non lascia traccia. Così Pompei cala centimetro per centimetro, in grande parte inedita, fino a quanto non resterà che polvere. Non è il muretto, il singolo reperto a preoccupare: è il tutto neppure documentato.
Senza una campagna di racconti di insediamenti e di terre come quella che sta conducendo la Regione Toscana — ha offerto a cittadini fotografie aeree per scoprire palinsesti e progettare vite future — senza musei delle città e dei loro agri, senza trasmissioni televisive che narrino i luoghi facendoci scoprire come eravamo, senza mostrare la storia, gli Italiani rimarranno analfabeti della grande ‘totalità del reale, dell’identità stratificata della loro patria e di loro stessi e sempre più si dedicheranno narcisismo avido, irregolare e amorale, che è il vizio di questo tempo.

C’è una fame straripante di racconti che derivino da ricerche, ma l’offerta resta limitata e il ministero per i Beni culturali riceve solo poco più della metà della somma che è stato in grado di spendere.
La cultura delle cose visibili è una droga benefica che il cervello si fabbrica, che ci riporta, dopo tanta distrazione, al gusto dell’attenzione. Il nostro Stato è ancora ragazzino, ma siamo nati su un suolo che non è l’Arizona ma un Eldorado di esperienza umana millenaria. Qui si radica la nostra identità, fatta di apporti diversi, di strati sovrapposti, di luoghi sommamente e densamente significativi, ammirati dai popoli del globo, tutti raccolti nella nostra Penisola e nelle sue Isole.

Basta col trasformare campagne in periferie pseudourbane. E’ il momento di tradurre la cronaca morta in storia viva che sappia formare e affascinare i cittadini e coloro che vengono da lontano. E’ una questione nazionale, importante, quanto la scuola e la salute.

13 Gennaio 2010

Parte da Milano la libreria on the road

Archiviato in: Eventi
Stampa - Segnala articolo

Novità Fiorenza Mursia vara il Tir «Passpartù». Previsti 2.000 chilometri di percorso

L’articolo è tratto da il Corriere della Sera del 13 gennaio 2010

I nuovi esploratori della cultura partono da Milano.
Hanno un enorme scaffale di libri colorati dipinti su un container che riempie lo sguardo, da «Il corvo» di Edgar Allan Poe a «L’uomo invisibile» di H.G. Wells. Sembra una biblioteca per giganti, invece si schiaccia un pulsante e tutto si apre, in un gioco di pompe idrauliche e sirene, in una splendida libreria. E Baloo, in omaggio all’orso de «Il libro della giungla» di Rudyard Kipling, il primo «Mursia Passpartù», lo spazio-libreria mobile con cui la casa editrice milanese Mursia esplorerà l’Italia. Duemila chilometri di percorso in programma, partendo da Crema, dove Baloo si fermerà in piazza Duomo dal 16 al 31 gennaio, con un carico di migliaia di libri e tanta cultura non solo di carta: ci saranno presentazioni — come con Carlo Lucarelli domenica 24 —, incontri per le scuole e giochi.
Com’è nata l’idea? «In una casa editrice non conta solo il movimento intellettuale, ma anche quello fisico — risponde Fiorenza Mursia, presidente —. Così, in un momento di staticità culturale abbiamo creato una vera e propria libreria viaggiante». Se l’antenato diretto per la città era il «Librimobile», il chiosco su ruote che l’editore Valentino Bompiani fece disegnare a Enzo Mari nel 1955, oggi come allora la libreria errante guarda al futuro: disegnata dallo studio SixPlus, realizzata dalla Franzinella Spa che costruisce petroliere, raccoglie tanti titoli divisi per genere, regala racconti classici con la collana «freebook», ha tre postazioni giochi curate da Nintendo e uno schermo interattivo dove si potranno scrivere racconti, ricette e partecipa-re a un romanzo collettivo.

Tra i motori dell’iniziativa, un dato: in Italia ci sono circa 8000 comuni e 2000 librerie, ma il 53 per cento di queste è in Lombardia, Lazio, concentrate a Milano e a Roma, e Veneto. Tanto che Mursia Passpartù ha avuto un successo immediato ed è già stato prenotato fino a ottobre in tutta Italia, con alcune tappe lombarde — a Bergamo e Lovere — e il desiderio della casa editrice di tornare in città a dicembre nelle periferie milanesi. Intanto, i custodi di Baloo si preparano: Luca 77 che guida il Tir e i due librai, Luca Bondielli, che si è occupato degli eventi, e Cristina Mariotti, già «libraia in esterno» su tante piazze italiane: «Andare on the road nella provincia italiana — dice — sarà un’avventura».

img285

8 Gennaio 2010

L’Italia si ripresenta alla mia mente

L’assolata Italia! Sto per toccare il suolo del paese amato, il sogno di lunghi anni sta per diventare realtà…
Giardino del mondo dalle ineusaribili bellezze naturali…
Frederic Leighton (1852)

5 Gennaio 2010

La verità del Museo

Sono convinto che la questione centrale della cultura oggi e di tutto ciò che da essa discende o che in essa si riflette, faccia capo alla verità, da quella con la lettera minuscola in cui inciampiamo tutti i giorni, a quella con la maiuscola che riguarda la morale, il progetto di vita che ciascuno ha, quello che il Paese deve porre al centro della sua visione del futuro.

Dico questo riflettendo sul fatto che questi nostri anni paiono aver posto in disparte volutamente o scioccamente la grande questione, quella che appassiona la ricerca dei filosofi, dei teologi e di ogni uomo degno di tal nome.

Anche l’arte oggi pare talora giocare con l’inganno, contribuendo a mistificare la sua grande e nobile storia. E riflettendo sul ruolo del museo, penso che anch’esso debba riuscire ad incanalare le sue proposte ed ogni sua potenzialità entro l’alveo della verità, offrendone ai visitatori la rappresentazione artistica.

Non si tratta di voler attribuire una dimensione ideologica all’arte, ma è certo che l’artista, a qualunque epoca appartenga, è mosso, nella sua esperienza creativa, da una personale ricerca del vero, dando a ciò il senso e il significato che crede e che può, quello che i suoi tempi e la sua umanità gli consentono.

Al museo, dunque, compete un ruolo in questo ambito e forse in esso può rifondare la sua identità.

I visitatori diminuiscono? Aumentano quelli dei grandi eventi? Quale verità si nasconde dietro questo fenomeno ? Rimettiamoci, ognuno al suo posto, al lavoro, cercando la verità delle cose, di noi, del museo.

Paolo Biscottini
Direttore del Museo Diocesano

L'associazione Verdi Navigli Milanesi opera per favorire lo scambio di opinioni e conoscenze tra gli operatori sul territorio e gli abitanti, affinchè i Navigli ritrovino ruolo e identità nel nuovo assetto della città metropolitana

Progetti e proposte
- Suggerimenti dalla zona 6 al sindaco...
- Dedichiamo un ecomuseo ai Navigli!
- Recuperare e valorizzare la cascina Monterobbio
- Recuperare e valorizzare la cascina Corio
- Riqualificare il complesso industriale Richard-Ginori

Artisti dei Navigli
- Poesie 'dipinte' sui muri
- Il flebile rumore del nulla
- Murales di città

Gallerie fotografiche
- La cascina Ronchetto sul Naviglio (Corio)
- Cassina de' Pomm e Naviglio Martesana

Navigli gap
- A Buccinasco chi sceglie il solare non paga l'ICI
- Testimonianza di una cittadina sul cavalcavia Giordani, il "ponte degli orrori"
- Partiti i barconi di Navigli Lombardi
- Bestiario di città: la farfalla che vola sui Navigli

Pubblicazioni ed eventi
- Il ceppo racconta...
- Granpavese, l'oro di Milano
- L'Ecomuseo tra i Navigli

Alcuni siti da visitare
Cittadinanzattiva Conosci un servizio pubblico che funziona? Segnalalo a questo movimento!
Enrico Fedrighini Il sito di Enrico Fedrighini, consigliere comunale a Milano. Un ambientalista concreto e propositivo

  • Meta:



  •