27 Marzo 2010

Borgo castello di Buccinasco

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Buccinasco Castello

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Copia di bucci1
Borgo castello di Buccinasco

La palazzina di caccia di Ludovico il Moro sorge dov’era il principale manufatto di un accamento romano del II secolo a.C., lungo la Ticinum-Mediolanum (asse penetrativo della città e cardine di Milano), via o strada, tra l’altro antichissima, utilizzata per il commerci europei e mediterranei fin dall’età del Bronzo.
Si notato materiali come le colonne basate su mattoni, tipiche degli accampamenti fortificati così come ce li tramandano affreschi e mosaici romani.

Il riutilizzo dei materiali originali era prassi comune nel Rinascimento; probabilmente lo stesso Leonardo, portatore dell’Umanesimo fiorentino, alla corte milanese, se ne è occupato, in quanto lavorò negli anni Ottanta del 1400 su tali strutture di difesa di origine romana tra Milano e Vigevano.
Leonardo operò anche nella chiesetta plebana del borgo (figure di San Giovanni e della cosiddetta Sant’Apollonia).

Il complesso possiede anche un “passaggio segreto” (camminamento ipogeo) che univa il castelletto, la chiesa e la cascina Battiloca.
Sia il castello del borgo sia la chiesetta di San Michele, poi dedicata all’Assunta, sono vincolati dal ministero dei beni culturali per la legge 1089/39.

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18 Marzo 2010

La profezia di Rifkin: «L’empatia salverà la Terra»

Lo studioso prevede una “terza rivoluzione”. L’articolo e’ tratto da Il Giorno del 18 marzo 2010, ed e’ stato scritto da Paola Pasquarelli.

CULTURA E SOCIETA’

Sviluppo Lo studioso prevede una «terza rivoluzione»

GIÀ DALL’INFANZIA l’uomo è in grado di comprendere l’altro. Di immedesimarsi nel suo stato d’animo, percependone i sentimenti, in particolare la sofferenza, come fossero i propri. La rivelazione è scientifica, e conduce sulla strada della salvezza. Solo ispirandosi ad essa nel suo faticoso procedere, l’umanità può continuare ad esistere. Esistere e resistere al degrado del pianeta. E’ infatti in nome di questa capacità di relazionarsi in modo empatico con il prossimo che, secondo l’economista Jeremy Rifkin (Fotoschicchi) l’uomo attuerà a breve una terza rivoluzione industriale, quella che scongiurerà l’estinzione della specie umana.

La previsione dei Maya circa la prossima fine del mondo, è di poco più catastrofica. Anche per Rifkin i tempi sono assai bui, come scrive nel suo ultimo libro «La civiltà dell’empatia. La corsa verso la coscienza globale del mondo in crisi» (edito da Mondadori), ma il suo drammatico annuncio ha tutto il sapore della provocazione utile, dell’allarme costruttivo, visto che porta con sé un efficace antidoto.

Intanto, perché la situazione della Terra e’ così drammatica?
«Perché se la temperatura della Terra dovesse aumentare di due o tre gradi durante questo secolo, il 70 per cento delle specie animali e vegetali rischierebbero di estinguersi».

Va bene, ma cosa c’entra l’empatia?
«L’empatia ci permette di comprendere cha siamo tutti parte di un tutto che ci riguarda. Se trascuriamo questo, prendono il sopravvento gli impulsi negativi, come l’intolleranza, l’utilitarismo, la violenza. Il vertice sull’ambiente di Copenaghen è fallito perché si continua a pensare in termini di geopolitica tradizionali, secondo gli interessi degli Stati anziché quelli della biosfera. L’empatia è la mano invisibile che ci deve guidare».

Lei scrive però che l’empatia porta con sé anche dei rischi. Quali?
«Può aumentare l’entropia, ossia la degradazione dell’energia, e si spiega il perché. Per crescere è prosperare, società sempre più complesse e sofisticate richiedono sempre maggiori qualità di energia e risorse naturali, imponendo un pesante tributo all’ambiente. I nostri ragazzi sono abituati a usare Skype per parlarsi con il compagno di Tokyo, per vedere dove e come vive. Tutto questo però ha un prezzo».

Ci sono esempi anche nella storia?
«Certo. L’impero romano fu capace di espandere l’empatia dei suoi cittadini creando una comunità vastissima ma per garantire la sopravvivenza utilizzò l’agricoltura in modo eccessivo e questo determinò il suo crollo».

Dunque la terza rivoluzione industriale porterebbe alla coscienza della biosfera. Ma come si attua concretamente?
«Come avviene per Internet, prevedo una rete che funga da distributore di energia, una rete di condivisione, di collaborazione. Dobbiamo puntare sulle energie rinnovabili, come il sole o il vento convertendo ogni singola casa, ogni palazzo, in una piccola centrale energetica. Roma è la nave ammiraglia di questo progetto a cui stiamo già lavorando».

Quanto ci costerà?
«Molto, ma costerebbe altrettanto mantenere quello che abbiamo ottenuto con la seconda rivoluzione industriale, quella della corrente elettrica, della radio e della tv».

5 Marzo 2010

La Milano del futuro? Deve puntare al turismo

La sfida verso l’Expo, di Gianni Ravelli

C’è una parola-chiave che potrebbe risolvere gran parte dei problemi di Milano. La parola - da molti detestata o ignorata - è «turismo».

Finché non ci si renderà conto che l’unica salvezza per Milano sta nel turismo, nulla migliorerà. Il turismo è l’unica risorsa certa su cui può puntare l’Italia, e anche Milano. Che può contare su alcuni grandi musei, su teatri di qualità, su un’offerta musicale di prim’ordine, su dintorni di grande bellezza. Una città che punta sul turismo è obbligata a combattere l’inquinamento; a risolvere l’emergenza traffico; a potenziare i mezzi di trasporto pubblico; a dotarsi di alberghi, ristoranti e taxi efficienti; a costruire vere piste ciclabili; a estendere gli orari di negozi e musei; a curare gli spazi verdi; a impostare una nuova illuminazione; a progettare un arredo urbano degno di questo nome; a regolamentare in maniera europea la movida.

Invece prevale la vecchia immagine della Milano industriale, sede di fabbriche e uffici o della cittadina chiusa entro la cerchia dei Navigli: una realtà morta e sepolta da tempo. E sostituita da quella di una metropoli del XXI secolo. Puntare sull’Expo senza trasformare prima Milano in città turistica sarebbe una pura follia. Purtroppo è quello che sta accadendo.

Copia di sabotaggio

Quel sabotaggio sa di segnale a centri di potere

il commento di Enrico Fovanna

COSA C’È dietro il sabotaggio dell’impianto che ha riversato nel Lambro due milioni e mezzo di litri di oli pesanti? Cosa nasconde il più grande disastro ecologico ai danni di acque interne ed ecosistemi fluviali nella storia d’Italia? Un semplice atto di vandalismo appare sempre meno credibile. Vediamo di capirci. L’onda dei veleni nasce a Milano, città che a fatica si è aggiudicata l’Expo sul tema «Nutrire il pianeta». Quasi umorismo involontario, se quel che si sta inoculando nella pianura padana non fosse un dramma. Il danno d’immagine è assoluto, ma nulla in confronto a quello dell’intero ecosistema, fino alle lande remote del Po.

Nessun vandalismo, no. la parola più appropriata pare “sabotaggio”. Qualcuno, con preciso intento assassino, nella notte tra lunedì e martedì ha aperto i rubinetti dell’ex raffineria di Villasanta, ben cosciente di quello che sarebbe accaduto poi. Una piccola Chernobyl chimica, anziché fisica. Sulla zona, si è scoperto, incombe un progetto faraonico di ricostruzione. Milioni di euro per 200 mila metri quadri di edifici, negozi e centri direzionali. C’è un nesso? C’è un messaggio ai progettisti o a qualcun altro? O è solo un caso? Sarà la magistratura a dirlo. Intanto, agli uomini qualunque tocca la missione impossibile di salvare la Natura.

sabotaggio

L'associazione Verdi Navigli Milanesi opera per favorire lo scambio di opinioni e conoscenze tra gli operatori sul territorio e gli abitanti, affinchè i Navigli ritrovino ruolo e identità nel nuovo assetto della città metropolitana

Progetti e proposte
- Suggerimenti dalla zona 6 al sindaco...
- Dedichiamo un ecomuseo ai Navigli!
- Recuperare e valorizzare la cascina Monterobbio
- Recuperare e valorizzare la cascina Corio
- Riqualificare il complesso industriale Richard-Ginori

Artisti dei Navigli
- Poesie 'dipinte' sui muri
- Il flebile rumore del nulla
- Murales di città

Gallerie fotografiche
- La cascina Ronchetto sul Naviglio (Corio)
- Cassina de' Pomm e Naviglio Martesana

Navigli gap
- A Buccinasco chi sceglie il solare non paga l'ICI
- Testimonianza di una cittadina sul cavalcavia Giordani, il "ponte degli orrori"
- Partiti i barconi di Navigli Lombardi
- Bestiario di città: la farfalla che vola sui Navigli

Pubblicazioni ed eventi
- Il ceppo racconta...
- Granpavese, l'oro di Milano
- L'Ecomuseo tra i Navigli

Alcuni siti da visitare
Cittadinanzattiva Conosci un servizio pubblico che funziona? Segnalalo a questo movimento!
Enrico Fedrighini Il sito di Enrico Fedrighini, consigliere comunale a Milano. Un ambientalista concreto e propositivo

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