Il gioco dell'onda

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Il nuovo libro-dossier su Leonardo da Vinci di Emilia Franco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PREMESSA

L’ospitalità del Roi Champagne è stata splendida.
Due anni e mezzo di onori e caldo affetto da un re giovanissimo, nella vita brillante della corte d’Amboise. Leonardo mai era vissuto tra tanti giovani e titolati e ricchi di speranze per le nostre patrie.
Il conto è presto fatto: io, a ventisette anni, ero, si può dire, il veterano del gruppo (Salai è tornato a Milano per tempo, dato che l’anno scorso, quando l’hanno ucciso sparandogli alle spalle nella Milano impazzita di questi tempi bui, andava per i quaranta). Dal re stesso, ventenne, a Federico Gonzaga della Marchesana d’Este, ai loro amici e amiche...

Leonardo ci ha lasciati il 2 maggio del ’19; appena un mese prima Federico era dovuto tornare a Mantova a prendere il posto di suo padre, mancato improvvisamente al Castello di San Giorgio.

Oggi, nel ’24, è toccato a me tornare, ed essere il responsabile qui a Vaprio, avendo perso il mio padre carnale, mentre ancora piango d’aver perduto Leonardo.
Ma qui con me ho la sua opera omnia, salvata com’era la sua volontà per chiosarla e spiegarla ai futuri, a quelli che come me l’ameranno nello spirito e forse anche alcun vorrà provare a calcare le sue orme.

Quello che segue è il RICORDO, come lo conobbi e fui testimone, nella mia giovinezza, per tutti voi che leggerete cui auguro vi siano donate sempre guide degne della verde età del vostro spirito, che non ha mai finito finchè  ha cuore di apprendere dai nostri migliori, per reinnervare l’impegno verso la vita quando sarete soli e guide e luci sembreranno sparite all’orizzonte.

Ma ciò che avrete voluto conservare nella vostra memoria se vorrete e crederete, vi farà lume ancora. 

 

INDICE

Come conobbi Leonardo
Tempi nuovi per uomini nuovi
Una lettera cambia la vita
Padri gelosi
L’Accademia del Ronchetto
Confidente Infido
Allievi
La Gioconda custode di progetti
Al guado
PAESAGGI-“...tra questi prati al canto degli uccelli”
La Maga Isabella
Scompare la Sacra Icona!
Il destino degli ordini cavallereschi
...Voi mi farete peggio
Notomie a Pavia
Progetto Sindone
Benedetto di nome e di grazia
Il ramo d’oro del cavalier Agasso
Tekne
Libertà (il gioco dell’Onda/1)
I cavalieri che fecero l’impresa
La città delle cisterne mirabili
Francesco ci prova
Spleen
INCUBI-La tortura dell’acqua
Due per uno
Ora et labora
Il volto di Cristo
Epilogo con l’Uhbat (il gioco dell’Onda/2)


COME CONOBBI LEONARDO

Avere fra le mani la vita di un Uomo. Tutto quello ch’era, tutto quello che è stato, e che sarà. Sentirsi oppressi, dilaniati, sbalorditi dal peso dell’amore rimastomi fisso addosso col suo sguardo che diventava immobile. Immobile visione di ciò che è stato – solo per me forse – Leonardo, ha finito di scorrere sul mondo con l’ansietà, e l’ammirazione!, del Girasole, che insegue l’ultima luce dell’astro, piena ancora di promesse mattinali, fin nell’ombra più cupa, come quand’era promessa mattinale un’ora piena di luce.

Leonardo è morto, Leonardo è vivo.
Sapere che ogni pensiero del tempo futuro sarà intento, sarà dedicato a sgrovigliare la matassa informe del sentimento per cavarne un filo rosso da riavvolgere, ordinare, isolare dalla caducità delle relazioni umane e restituire di senso, realtà, verità come il racconto di una fiaba indicibile, ma da dover narrare. Com’è mio dovere e ormai scopo finale nel tempo della mia... lunga o breve, solo Iddio lo sa; ma dovrà bastarmi... esistenza. Signore, DAMMI LE PAROLE.

E così è finita. E’ finita la tenera ferocia con la quale la matita del mio Amico scavava nella vita pulsante dei suoi modelli, dal carciofo al condottiero, alla bella donna, all’animale domestico, ai cavalli scalpitanti e ruggenti, ai ghirigori dei gorghi nell’acqua dei canali, nel fuoco, nei capelli e nelle barbe fluenti, nelle nuvole e nel fango.

Non è finita la sua febbre di cercare, di comprendere, che mi è rimasta addosso e dentro.
La sento sulla pelle, nelle ossa, nel midollo la febbre di sapere di Leonardo. La sento come una Comunione, ovvero, come lui definiva alcune entità superiori, strumenti divini dell’anima, “una virtù spirituale”. Io voglio capire, io voglio sapere, IO INDAGHERO’ LA TUA VITA per quel che ancora non so, io cercherò fra la caterva d’ipotesi dei tuoi diari, fogli sparsi e senza date, che già solo a leggerne qualche primo centinaio m’hanno fatto male al cuore per la tosta,  durissima difficoltà di collegarli, per la sintesi estrema, spesso illogica per la MIA logica. Ma questo eri, sei tu, Maestro.
Qui, per esempio c’è scritto: LUX. E’ un cilindro di pelle coriacea con l’impressione “Studio Merula”, un marchio a fuoco proprio come quello che si usa per il bestiame. Ma in quattro anni non sono riuscito ad aprirlo e ho paura di rovinarlo se provassi a tagliare.

Tranne i quadri, tutti i suoi pensieri sono qui, al piano alto del mio palazzo di Vaprio, impietosamente accatastati nel vasto salone in file compatte che sono le colonne di una cattedrale cartacea, cui dare la forma. Quella che lascerò al mondo come la Vita di Leonardo da Vinci, genio, amico, uomo riservato ma socievole... “Io voglio giovare!”

Leonardo è Prospero, Leonardo è Fenice.

Il genio della lampada, il servo della luce. Esprimi un desiderio, e Leonardo come un mago, te lo tirerà giù dalle stelle e qui, davanti ai tuoi occhi, sarà realizzato.

Per leggere la prima parte del libro clicca qui.