Il teatro romano riaffiora in tutta la sua grandezza

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I recenti lavori in via Meravigli riportano alla luce nuove parti dell'edificio che ha un diametro di quasi cento metri
L’articolo, di Maria Sorbi, è tratto da «Il Giornale» del 10 agosto 2000

Milano, giorni nostri. Via Meravigli è un via-vai continuo tra riunioni, telefonate, budget e bilanci. Facciamo un salto indietro nel tempo. Mediolanum, primo secolo avanti Cristo. Dagli spalti gli spettatori applaudono le commedie di Plauto e Terenzio.

Esattamente dove ora ha sede la Camera di commercio, un tempo sorgeva il teatro romano. A soli tre metri dalla superficie della strada, sotto Palazzo Turati e Palazzo Mezzanotte, giacciono i resti del più antico edificio pubblico di Milano. Ora ne è stata scoperta un'altra sezione e si è in grado di capire con più esattezza qual è l'area lambita dal semicerchio del teatro. Ci si è resi conto dell'effettiva grandezza della struttura romana e presto sarà visibile al pubblico l'angolo di giuntura tra il semicerchio sepolto sotto palazzo Turati e quello nascosto sotto palazzo Mezzanotte.

Già da tempo si sapeva dell'esistenza del teatro: di pianta semicircolare, alto venti metri, con una cavea di circa 95 metri di diametro e con una capienza di circa otto-novemila spettatori. Il Teatro di Milano è di poco più piccolo di quello di Verona e più grande di quello diAugùsta Taurinorum, Torino. Anche il teatro Pompeo a Roma era stato progettato nello stesso periodo con la stessa capienza di spettatori. Questo testimonia che a Mediolanum la tradizione teatrale era più che consolidata. Come del resto tutta la tradizione ludica e culturale latina. I ritrovamenti fatti durante i lavori di ristrutturazione delle due sedi della Camera di commercio - per l'adeguamento degli edifici alle norme di sicurezza previste dalla legge 626 - hanno confermato in pieno la grandezza originaria della struttura. I lavori in via Meravigli sono cominciati due anni fa e proseguiranno fino al 2001.

Per effettuarli sono stati investiti circa venti miliardi. Gli scavi hanno dunque restituito un'altra parte della Milano romana: prima con il rinvenimento del pavimento in laterizi, poi con un capitello corinzio in calcare e la base di una colonna assieme ai resti di quattro pilastri del porticato esterno. Ma per vedere i nuovi reperti bisognerà avere un po' di pazienza fino al prossimo anno. E aspetta-re che vengano terminati i lavori in corso. «Renderemo visibili i ritrovamenti archeologici ai turisti e ai cittadini - ha assicurato Pier Daniele Melegari, segretario generale della Camera di commercio -.

Il nostro impegno nel recupero delle testimonianze più significative del territorio rappresenta un contributo per accrescere la conoscenza storica e la sensibilità culturale. Anche per avvicinare le istituzioni e i loro palazzi ai cittadini». Insomma, gli edifici dell'economia e del commercio diventano anche sede della cultura. E tra-sformano gli storici Palazzi Turati e Mezza-notte in una sorta di museo dove poter intravedere la Milano dell'età repubblicana (entro novembre verrà replicata l'iniziativa dei «Palazzi aperti dell'economia» per ammirare i risultati degli scavi precedenti). Il teatro ro-mano non è ovviamente l'unica testimonianza della Mediolanum che fu. Durante i lavori per la costruzione del nuovo palazzo della Borsa, nel 1929, vennero alla luce altre fondazioni. Sempre in quell'epoca vennero elaborati, assieme alla Sovrintendenza dei Beni culturali, i primi progetti per rendere visitabile il teatro, come dimostra il fitto carteggio conservato nell'archivio storico della Camera di commercio.

L'interesse per la valorizzazione dei resti del teatro è ripreso solo negli anni Cinquanta, con alcuni progetti che permisero di rinvenire altri elementi della costruzione romana. Gli ultimi ritrovamenti risalgono al 1978, in occasione dei lavori della rete telefonica. La Milano antica si snoda da piazza degli Affari a via Santa Maria alla Porta, con i resti di un edificio romano porticato; dalle terme romane, di via Brisa, alle mura di Massimiliano in corso Magenta. E ancora il circo in via Vigna e i resti della fortezza romana di San Vittore. Il teatro romano doveva essere in buone condizioni almeno fino al Dodicesimo secolo, se è vero, come risulta da alcuni documenti di quel periodo, che era utilizzato per le riunioni dall'assemblea del popolo. A pochi metri di distanza dall'edificio non mancano ovviamente altre tracce della civiltà romana, come il tratto in selciato in lastroni di pietra sotto Palazzo Mezzanotte.