Alessandro Manzoni

L'albero genealogico della Cascina Monterobbio

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Oggi non è più che l'ombra di se stesso, ma l'ippocastano secolare era, solo pochi decenni fa, una presenza spettacolare, "carica" di espressioni potenziali non inferiori alla carica di pathos evocata dall'autore dei Promessi Sposi. Infatti qui abitò un segretario di Alessandro Manzoni (di nome Strigelli) che a sua volta piantò molte robinie, utili a consolidare le sponde delle numerose rogge circonstanti (tra cui la tumultuosa roggia Boniforte).


Famosa, all'epoca, la lite con il pittore Hayez, autore di affreschi che non piacquero al padrone della Monterobbio, tanto che li fece coprire quasi tutti e poi gli fece causa per non doverglieli pagare.

Il mondo naturale, in particolare gli alberi secolari, hanno la capacità di interferire in modo comunicativo-informativo sia durante il processo di fotosintesi clorofilliana, che in altri passaggi di stato, movimento e colore. Ciò si evidenzia quando si utilizzano fotocopie di varie gradazioni di bianco/nero, perchè le forme da aggregare in figure significative cambiano da grado a grado e persino col variare delle sfumature di tono.


Non è stato scientificamente mai accertato che alla perceziobe di forme significative corrispondano  reali "entità": ciò a mio parere rientra nell'ambito "fideistico" investendo direttamente i riferimenti filosofici, oppure religiosi, degli individui.


Una delle maggiori difficoltà tecniche nel rilevare figure secondo il Codice da Vinci è l'estrema polluzione delle stesse che si sovrappongono spesso in modo così fitto da impedire l'isolamento dei singoli elementi per formare singole figure.
Si potrebbe avvicinare il processo sopra citato al confluire di un eccesso di informazioni o "affollamento sinaptico" nella cosiddetta "mente umana" rientrante in una "mente universale" non meglio definita perchè di troppo densa e complessa interpretazione.


L'Ippocastano qui analizzato in Codice da Vinci si trova in stato pressochè comatoso in via San Paolino 5 (ex via Moncucco 51) a Milano e fu piantato a fine Settecento davanti alla Cascina Monterobbio di proprietà comunale. Le foto sono state scattate nel 1985 quando l'albero era in pieno rigoglio.
Nell'Ottocento la Cascina fu acquistata da un segretario di Alessandro Manzoni il quale probabilmente vi fu ospite, così come il pittore Hayez che affrescò le pareti.IL MONDO RICCO DI PATHOS DEI PROMESSI SPOSI PARE ESPLODERE NEL RICCO FOGLIAME DELL'IPPOCASTANO.

ALCUNI SPUNTI DI PERSONAGGI POSITIVI NEI PROMESSI SPOSI DI ALESSANDRO MANZONI


 


ippocastano


In questa foto vediamo volti patetici che guardano in alto, come ad aspirare a quella PROVVIDENZA che è concetto privilegiato del grande romanziere ("la fiducia in Dio").


Capovolgendo l'immagine, si evidenziano subito i personaggi negativi, fra cui la Monaca di Monza con un grande "cappello" di fronde agitate dal vento furioso nel quale si materializza un sistema malavitoso di cui lei è il vertice in basso.

ALCUNI SPUNTI DI PERSONAGGI NEGATIVI NEI PROMESSI SPOSI DI ALESSANDRO MANZONI


PROMESSI SPOSI               MANZONI        


Le immagini sfruttano le concavità e si indirizzano non più verso l'alto, bensì frontalmente o verso il basso (atteggiamento simbolico opposto a quello dei personaggi positivi).

I Promessi Sposi letti in piazza. Una 24 ore dedicata a Manzoni

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Tratto da <<La Repubblica>> del 21 maggio 2014

 

Addio Promessi Sposi. Sono acqua passata per pochi innamorati

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I LUOGHI DIMENTICATI


Hemilia Hoffer: <<Non è più la città manzoniana>>
L'articolo è tratto da <<Il Giorno>> del 13 novembre 2011

ALL’ENTRATA di Lecco, giù per la strada che conduce a quel ramo del lago di Como, c’era uno striscione che annunciava «Benvenuti nella città manzoniana».
<<L'hanno tolto da anni>> sospira Emilia Hoffer, storica guida turistica per i luoghi dello scrittore. Cammina lungo i vicoli del centro storico calpestati per trent'anni: «Un'insegnante che accompagnava gli alunni mi ha persino chiesto dov'è il ramo che ha ispirato il Manzoni.