La Cascina Monterobbio dal Rinascimento al Risorgimento.
Categorie:
Progetto di restauro e inserimento in un Parco Letterario intitolato a
LEONARDO DA VINCI tra i Navigli.
Tra gli edifici storici più interessanti di Milano, troviamo la cascina Monterobbio alla Barona.
Concepita ai tempi di Leonardo come presidio territoriale (e forse come "castello di acque") all'incrocio tra Olona (Lambretto meridionale), torrente Sboniforte e Naviglio Pavese, venne ampliata nel 1600 e riaffrescata nell'800.
Venne dismessa infine dalla funzione agricola quando, a fine anni '50, il comune volle costruire un quartiere di edilizia popolare modello, che prese il nome dal vicino mulino S.Ambrogio, oggi scomparso.
La cascina, all'origine, era un semplice manufatto militare a lato del fiume Olona, nel tratto detto "Lambretto Meridionale", e faceva parte del sistema difensivo visconteo/sforzesco per il controllo del Ducato tra Milano e Pavia.
Queste costruzioni erano collegate nelle fondamenta mediante tunnel che consentivano di passare sotto fiumi, navigli e torrenti. Nel caso specifico di Monterobbio, è stata rilevata l'esistenza di un cunicolo sotto il naviglio pavese, che la congiungeva alla Chiesa Rossa. Tale via segreta fu utilizzata anche dalla Resistenza per la fuga e per nascondere armi.
Il sistema fu perfezionato da Leonardo da Vinci, inviato come stratega militare da Lorenzo de' Medici a Ludovico il Moro, dopo l'attentato che costò la vita al duca Galeazzo Maria Visconti, fratello, per l'appunto, del Moro. Nella lettera di presentazione il genio toscano offre, coerentemente con le prestazioni di cui Ludovico Sforza aveva bisogno, un lungo elenco di intenti e di capacità... belliche:
"Ho modi per vie secrete e distorte, facte senza alcuno strepito, sotto fossi o alcuno fiume, per venire a un luogo certo e designato..."
Solo come ultima ratio si dice "esperto di pittura". Qualità che però sarà prevalentemente usata per le scenografie e i costumi dello feste di corte. Mentre le capacità grafiche sarebbero servite a illustrare con perizia i luoghi visitati e i relativi progetti proposti.
In particolare, Leonardo usò la pittura murale - senza alcun riguardo alla corretta tecnica dell'affresco - per sviare l'attenzione dal reale motivo della sua presenza e cioè le opere segrete al servizio del Moro. Ad esempio, in S.Maria delle Grazie, chiesa strategica per gli Sforza, a breve distanza dal Castello, dipinse il celeberrimo CENACOLO curando, contemporaneamente, il segreto collegamento all'interno del refettorio.
Altrettanto avvenne con la chiesa di S. Cristoforo {unita al convento Palazzo), col dazio Corio (unito al convento delle monache di Robarello) e così via. Si tratta di tunnel "accertati" ma scarsamente perlustrabili, soprattutto per le condizioni igieniche del sottosuolo. Oltre i passaggi segreti, in molte delle "dependence" del sistema restano tracce della pittura vinciana e dei suoi allievi/aiutanti di bottega.
Tutta queste 'intelligence' non bastò tuttavia per salvare il Moro, che fu tradito e consegnato ai nemici dai soliti mercenari prezzolati, mentre si trovava fuori di Milano.
Perso il suo mecenate, Leonardo girovagò disseminando la sua arte tra Venezia, Firenze, la Romagna di Cesare Borgia e Machiavelli, ma non riuscendo a venire a capo di una eredità contestatagli dai fratelli, si rivolge al governatore di Milano, nominato del Re di Francia, Carlo d'Amboise, promettendo un quadro bellissimo di Madonna e chiedendo il pagamento di. lavori effettuati a S.Cristoforo per la sistemazione dell'Olona col naviglio Grande. Viene ricevuto e incanta tutti con la descrizione del suo metodo per governare le acque. Il modello "Olona" viene ritenuto così valido, che il Governatore gli affida la sistemazione delle acque dell'Adda tra Cornate e Trezzo, luogo stupendo ma selvaggio e pericoloso da attraversare. Leonardo porterà sempre nel cuore la bellezza di quei luoghi che già peraltro conosceva, visto che li aveva rappresentati nella sua prima opera milanese commissionatagli dalla Confraternita della Concezione, che riuniva vari maggiorenti e clerici col capitano delle guardie ducali Corio: LA VERGINE DELLE ROCCE.
Anche i nomi 'Monte Robio, Moncucco' vennero dati per ricordare le due montagne viciniori a Paderno d'Adda: quel MONTE ROBIO che ispirò anche il poeta Carlo Porta. E il MONTEVECCHIA, un luogo leggiadro per pregi ambientali ma che è famoso soprattutto perchè ospita il sito preistorico più antico di Lombardia: 30.000 anni fa!
Si tratta di un gemellaggio storico molto significativo fra quel tratto dell'Adda così amato da Leonardo e i lavori dell'Olona a Milano, che il genio stava appunto effettuando nella località poi detta "della CONCA FALLATA" al Naviglio Pavese.
Attualmente ben dieci comuni di Milano, Monza e Brianza, Lecco e Bergamo si sono consorziati per costituire l'ECOMUSEO DI LEONARDO, già molto attrattivo per il turismo europeo e non solo.
Nel 1600 la Monterobbio, divenuta cascina agricola e non più demanio militare, viene censita da Carlo Borromeo (così come la Corio) ed assegnata ad un importante ecclesiastico. Si dice che costui, padrone anche del Castello visconteo di Mozzano, utilizzasse ancora i passaggi segreti tra monterobbio-Chiesa Rossa-Rozzano-Pavia. E' di questi anni l'ampliamento a doppia corte sia della Monterobbio che della Corio, che riusciranno in tal modo a presidiare vasti appezzamenti agricoli (latifondi) con monoculture (gelso, riso, mais) e allevamento (foraggi) nel "triangolo d'oro" dei Navigli con vertice alla Dà rsena di Milano.
Nell'800 molti personaggi della borghesia colta e impegnata hanno sostituito nobili e prelati alla guida delle cascine.
- Login o registrati per inviare commenti



