Francesco Hayez

L'albero genealogico della Cascina Monterobbio

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albero


Oggi non è più che l'ombra di se stesso, ma l'ippocastano secolare era, solo pochi decenni fa, una presenza spettacolare, "carica" di espressioni potenziali non inferiori alla carica di pathos evocata dall'autore dei Promessi Sposi. Infatti qui abitò un segretario di Alessandro Manzoni (di nome Strigelli) che a sua volta piantò molte robinie, utili a consolidare le sponde delle numerose rogge circonstanti (tra cui la tumultuosa roggia Boniforte).


Famosa, all'epoca, la lite con il pittore Hayez, autore di affreschi che non piacquero al padrone della Monterobbio, tanto che li fece coprire quasi tutti e poi gli fece causa per non doverglieli pagare.

Il mondo naturale, in particolare gli alberi secolari, hanno la capacità di interferire in modo comunicativo-informativo sia durante il processo di fotosintesi clorofilliana, che in altri passaggi di stato, movimento e colore. Ciò si evidenzia quando si utilizzano fotocopie di varie gradazioni di bianco/nero, perchè le forme da aggregare in figure significative cambiano da grado a grado e persino col variare delle sfumature di tono.


Non è stato scientificamente mai accertato che alla perceziobe di forme significative corrispondano  reali "entità": ciò a mio parere rientra nell'ambito "fideistico" investendo direttamente i riferimenti filosofici, oppure religiosi, degli individui.


Una delle maggiori difficoltà tecniche nel rilevare figure secondo il Codice da Vinci è l'estrema polluzione delle stesse che si sovrappongono spesso in modo così fitto da impedire l'isolamento dei singoli elementi per formare singole figure.
Si potrebbe avvicinare il processo sopra citato al confluire di un eccesso di informazioni o "affollamento sinaptico" nella cosiddetta "mente umana" rientrante in una "mente universale" non meglio definita perchè di troppo densa e complessa interpretazione.


L'Ippocastano qui analizzato in Codice da Vinci si trova in stato pressochè comatoso in via San Paolino 5 (ex via Moncucco 51) a Milano e fu piantato a fine Settecento davanti alla Cascina Monterobbio di proprietà comunale. Le foto sono state scattate nel 1985 quando l'albero era in pieno rigoglio.
Nell'Ottocento la Cascina fu acquistata da un segretario di Alessandro Manzoni il quale probabilmente vi fu ospite, così come il pittore Hayez che affrescò le pareti.IL MONDO RICCO DI PATHOS DEI PROMESSI SPOSI PARE ESPLODERE NEL RICCO FOGLIAME DELL'IPPOCASTANO.

ALCUNI SPUNTI DI PERSONAGGI POSITIVI NEI PROMESSI SPOSI DI ALESSANDRO MANZONI


 


ippocastano


In questa foto vediamo volti patetici che guardano in alto, come ad aspirare a quella PROVVIDENZA che è concetto privilegiato del grande romanziere ("la fiducia in Dio").


Capovolgendo l'immagine, si evidenziano subito i personaggi negativi, fra cui la Monaca di Monza con un grande "cappello" di fronde agitate dal vento furioso nel quale si materializza un sistema malavitoso di cui lei è il vertice in basso.

ALCUNI SPUNTI DI PERSONAGGI NEGATIVI NEI PROMESSI SPOSI DI ALESSANDRO MANZONI


PROMESSI SPOSI               MANZONI        


Le immagini sfruttano le concavità e si indirizzano non più verso l'alto, bensì frontalmente o verso il basso (atteggiamento simbolico opposto a quello dei personaggi positivi).

Cascina Monterobbio: un patrimonio mondiale da salvare

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La cascina Monterobbio di Milano è in attesa di essere ristrutturata. All'interno si trova anche un vero e proprio tesoro, ovvero alcuni affreschi del noto pittore Francesco Hayez.
Elisa Scarano, con la collaborazione di Riccardo Esposito, ne parla in un video girato a marzo 2017. Ecco il link: https://www.youtube.com/watch?v=inBE6jz7z8Y

La Cascina Monterobbio dal Rinascimento al Risorgimento.

Progetto di restauro e inserimento in un Parco Letterario intitolato a
LEONARDO DA VINCI tra i Navigli.


 


Tra gli edifici storici più interessanti di Milano, troviamo la cascina Monterobbio alla Barona.


Concepita ai tempi di Leonardo come presidio territoriale (e forse come "castello di acque") all'incrocio tra Olona (Lambretto meridionale), torrente Sboniforte e Naviglio Pavese, venne ampliata nel 1600 e riaffrescata nell'800.


Venne dismessa infine dalla funzione agricola quando, a fine anni '50, il comune volle costruire un quartiere di edilizia popolare modello, che prese il nome dal vicino mulino S.Ambrogio, oggi scomparso.

Leonardo, 3 percorsi letterari - Percorso I (parte terza)

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PERCORSO I - Decumano S. Cristoforo/Conca Fallata a lato del fiume Olona (ramo detto "Lambretto Meridionale")


Lungo questo invaso (l'unico ancora originario in città ) si chiederà al COMUNE di realizzare la pista ciclabile (lato via Malaga) e il passaggio a piedi, attraverso un giardino pubblico, da impiantare dal lato della scuola elementare 'Pestalozzi', aperto su via Ludovico il Moro di fronte alla Chiesa di S. CRISTOFORO.


 


Naturalmente il luogo va "igienizzato" nelle sue componenti naturali ed antropiche, con rimozione degli abusivismi.