Una proposta a Ferrè

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Questa lettera è stata pubblicato su <<Il Giorno>> del 12 gennaio 1998

La splendida mostra finalmente dedicate a Luca Beltrami, che ha dato a Milano la sua vita e vita suo genio, inventandone un'immagine consona ad un grande ruolo in Italia e in Europa, era stata giustamente prorogata di due mesi, pur se non adeguatamente pubblicizzata. La decisione è però rientrata «per motivi tecnici». In realtà si tratta di far spazio alle sfilate di moda di Gianfranco Ferrè, e alle rimostranze dei cittadini l'Ente Triennale di Milano risponde: «Carmina non dant panem».

Dobbiamo proprio rispondere con le parole evangeliche: «Non di solo pane vive l'uomo» eccetera, ovvero con quelle molto recenti dell'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba: «La rinascita inizia valorizzando i talenti che hanno fatto grande Milano»? Le buone intenzioni si rivelano fragili. Anche la villa Corio Beltrami in via Merula sul Naviglio Grande, casa di campagna di Luca Beltrami, «riposo del guerriero» tra le battaglie e le amarezze che dovette fronteggiare senza tregua, per difendere la città dalle speculazioni e dall'incultura, è abbandonata al degrado nonostante sia monumento nazionale per due leggi, la 1497/39 e la 1089/39.


Propongo all'architetto Ferrè di sponsorizzare lui stesso la prosecuzione della mostra di Luca Beltrami, accontentandosi di altri locali nell'ambito dei vasti spazi della Triennale. Faccia questo per la città, dottor Ferrè; un piccolo passo indietro di fronte a un grande Milanese, che se lo merita davvero. Se il suo défilé è bello, con quest'omaggio a Milano diverrà bellissimo.
Emilia Franco - Milano